
La situazione è intrecciata con la storia recente dell'IP. Amazon ha acquisito il franchise cinematografico di James Bond nel 2025, ma all'epoca del deal IO Interactive aveva già un accordo preesistente per sviluppare il gioco. Questo ha permesso agli sviluppatori danesi di pubblicarlo in autonomia, senza dover passare per il colosso di Seattle. Con i sequel, però, le cose cambieranno: Gattis ha chiarito che i prossimi titoli saranno gestiti da MGM e, in linea teorica, da Amazon Game Studios stessa.
Il condizionale non è casuale. Amazon ha attraversato un periodo turbolento nel settore gaming, decidendo nel 2025 di ridimensionare lo sviluppo first-party di grandi produzioni per concentrarsi su altro. Tra i progetti citati in quell'occasione c'era persino un gioco con protagonista Snoop Dogg basato sull'intelligenza artificiale, il che la dice lunga sulle priorità aziendali in quel momento. Oggi Amazon si propone invece come editore di titoli legati al proprio catalogo di IP, con Tomb Raider Legacy of Atlantis e Catalyst già in rampa di lancio.
La visione strategica dichiarata da Gattis è quella di un ecosistema in cui videogiochi, serie TV e film si alimentano a vicenda: Bond è il candidato perfetto per questa logica, esattamente come Tomb Raider, che avrà una serie su Prime Video in parallelo ai giochi. Resta però tutto da definire il ruolo concreto di IO Interactive in questa equazione, e la community dei fan spera che gli autori di Hitman restino coinvolti nel progetto.
