Elon Musk ritarda un aggiornamento di Grok a causa di Baldur’s Gate 3

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Elon Musk ritarda un aggiornamento di Grok a causa di Baldur’s Gate 3

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Negli ambienti in cui si lavora con l’intelligenza artificiale applicata ai videogiochi sta circolando una storia che unisce tecnologia, cultura nerd e un pizzico di ossessione personale. Secondo una serie di report basati su fonti interne a xAI, la società di Elon Musk che ha creato l’intelligenza artificiale Grok, un aggiornamento del celebre chatbot sarebbe stato posticipato per consentire al team di migliorare le risposte su Baldur’s Gate 3, il popolare RPG di Larian Studios che ha dominato discussioni di settore e classifiche di fine anno.

L’episodio raccontato riguarda una situazione in cui Grok, alle prese con domande sul gioco di ruolo, forniva risposte insoddisfacenti o imprecise rispetto agli standard che Musk si aspetta da un assistente AI. Al punto che, sempre secondo le fonti, lo stesso Musk avrebbe spostato risorse e ingegneri senior da altri progetti per sistemare il modo in cui l’intelligenza artificiale affronta questi quesiti, causando un ritardo di alcuni giorni nel rilascio dell’aggiornamento.

Il report evidenzia anche che questa attenzione al dettaglio non si è fermata a Baldur’s Gate 3. Tra i “war room” allestiti presso la sede di xAI, uno era dedicato a far sì che Grok migliorasse perfino nel fornire indicazioni per un altro gioco molto competitivo, League of Legends, dimostrando come l’azienda stia sperimentando approcci molto specifici per rendere l’IA più competente su contenuti legati al mondo videoludico.

Questo episodio mette in luce alcune delle sfide intrinseche nel tentativo di rendere un modello di linguaggio capace di rispondere con precisione a domande dettagliate su prodotti culturali complessi come un videogioco. I titoli moderni, con le loro meccaniche intricate, le storie ramificate e le continue patch post-lancio, rappresentano un banco di prova difficile per qualunque sistema di intelligenza artificiale. Per molti appassionati, insomma, un bot che spiega correttamente come risolvere un enigma in Baldur’s Gate 3 può sembrare un obiettivo ambizioso tanto quanto insegnare a un’IA a padroneggiare completamente Dungeons & Dragons.
 
La vicenda ha attirato l’attenzione non solo dei media tecnologici, ma anche di alcune figure legate direttamente al gioco. Il direttore publishing di Larian Studios ha commentato con ironia la situazione, chiedendo in sostanza di poter avere “una settimana normale” senza che il suo gioco finisca sotto i riflettori per questioni estranee allo sviluppo o al gameplay reale.

Al di là dell’aneddoto curioso, ciò che emerge è uno spaccato interessante su come le grandi personalità del tech stiano dirigendo la ricerca sull’IA anche verso territori di nicchia come il supporto ai giocatori. Che si tratti di rispondere a domande di lore, guidare nelle strategie o semplicemente fornire informazioni accurate, la tensione tra aspettative degli utenti e capacità attuali delle intelligenze artificiali resta un tema centrale, non solo nel mondo dei videogiochi ma in ogni campo in cui queste tecnologie vengono applicate.
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